Il monastero apre le porte: benvenuti all’Inferno (e nell’ incubo di Anna Verde)

Era sola Anna Verde, povera, senza un appoggio, un sostegno. Voleva solo un lavoro onesto, un’ occupazione, anche la più umile, pur di trascorrere un’ esistenza, almeno, dignitosa. Ecco il motivo per cui chiese aiuto ai frati cappuccini del “Monastero di Padre Pio” a San Giovanni Rotondo (Foggia), ma quando le silenziose porte del grande edificio religioso le si spalancarono, non trovò l’ aiuto sperato, ma bensì depravazioni e marciume.
Tutto ebbe inizio intorno alla fine degli anni ’90. Anna, 20enne, insieme alle due sorelle, viveva in condizioni di estrema indigenza. Dormivano in un fatiscente garage senza luce o gas e si arrangiavano mendicando offerte per la strada.
Si appellò, quindi, alla carità cristiana nel monastero del suo natio paese in Puglia, da poco aperto, anche, ai laici. I frati, impietositi, le concessero la possibilità di lavorare da loro: doveva occuparsi della cucina, delle pulizie, vivendo lì, in un piccolo appartamento privato. Il lavoro era in nero, sottopagato (400.000 lire) ma, comunque, sempre meglio di nulla.
Anna, era il 1999, accettò senza farselo ripetere, sperando che quell’ occasione fosse il primo barlume di luce che le avrebbe permesso di salvarsi dal baratro.
Il destino, però, si rivelò ben più meschino.
I monaci, tanto bravi a definirsi “servi del Signore”, mostrarono ben presto il loro lato perverso e deviato, vessando, continuamente, la ragazza con molestie sessuali e richieste sempre più spinte.
Dapprima, iniziò l’ economo del convento, Padre Gianmaria Digiorgio, colui che le versava il misero stipendio mensile. Facendo leva sul bisogno assoluto di denaro da parte della ragazza, il religioso instaurò un rapporto di dipendenza materiale e psicologica.
Pretendeva, continuamente, rapporti sessuali e quando Anna, ormai soggiogata, timidamente rifiutava, lui la minacciava con frasi del tipo: “Ah mi rifiuti? E io allora vicino a te metterò i più maiali”. Da lì a poco, anche altri monaci iniziarono a sfogare su Anna, i loro incontenibili istinti; la repressione (imposta) delle voglie più torbide, li condusse al peggio.
Padre Gianmaria Digiorgio, accusato, dalla donna, di ripetute violenze sessuali
La donna, lavorò in quel luogo peccaminoso per ben 14 anni in cui fu vittima di una vera e propria escalation di ingiurie e agguati, pena il licenziamento: “Fatti toccare o perdi il lavoro”, “Spogliati o finisci per strada”.
Quando Anna iniziò a ribellarsi, stanca di subire continue umiliazioni, i frati le scatenarono contro ritorsioni ancora più impietose. Non potevano accettare che una “serva” infangasse il santo nome dei cappuccini. Le tagliarono i viveri, le affidarono mansioni umili e deprimenti. Questo era l’ unico modo per farle capire che lei era solo un oggetto, un “divertimento”, una schiava con l’ obbligo di concedersi, soddisfarli, mettere il suo corpo a disposizione, accettare ogni richiesta, indipendentemente dai propri desideri, dal proprio pudore.
La donna divenne l’ emblema del peccato, del desiderio proibito. Il convento arrivò ad opprimerla, fino a soffocarla…
Lei, per anni, si travestì da complice silenziosa, accettando gli stupri, le violenze, come se quello fosse il suo unico destino, il suo mondo, la sola speranza di una vita decente.
“Padre Gianmaria Digiorgio da subito iniziò a molestarmi” racconta oggi Anna Verde “quando ero in cucina mi veniva a trovare e sotto il saio si masturbava. Pensavo di trovare la casa di Dio, l’ amore cristiano, invece ho trovato un porcile”.
Per evitare che parlasse con gli estranei, la donna veniva seguita e scortata, le si impediva di uscire da sola; era diventata una prigioniera tenuta in ostaggio con il ricatto di finire, nuovamente, in miseria.
Il frate adibito ad accompagnarla nelle uscite esterne al monastero, durante un viaggio verso Bassano del Grappa (Estate del 2009), decise, anch’ esso, di seguire l’ esempio dei “colleghi” ed iniziò a molestarla, aggredendola fisicamente.
Quando anche il laico Matteo Nardella, impiegato come Anna nel convento, cercò di abusare sessualmente di lei, ecco che nella testa della nostra protagonista scattò qualcosa, venne come pervasa da una nuova forza interiore che la spinse a denunciare, alle Forze dell’ Ordine, l’ incubo che stava vivendo. Era il 2012.
Neanche a dirlo, la vendetta dei frati non si fece attendere e culminò con lo sfratto della donna dalla casa messa a disposizione.
Anna Verde, però, non si perse d’ animo; ormai era decisa ad andare fino in fondo, voleva farla pagare a quei perversi sfruttatori, voleva giustizia.
Iniziò, quindi, a registrare le telefonate, conservare gli sms.
328 file audio, foto sconce e centinaia di messaggi, inviati dai religiosi, dai toni aberranti e voraci: “Vorrei leccarti”, “La notte mi masturbo pensando alla tua fi..”, “Mi piaci con le gambe aperte”.
Tutto il materiale raccolto, venne analizzato dal suo difensore, l’ avvocato Alessandra Guarini dando inizio, così, all’ iter giudiziario.
Con i suoi legali, Anna Verde si è costituita parte civile davanti al giudice del tribunale di Foggia, impugnando, anche, il licenziamento “per giusta causa” sopraggiunto a seguito delle denunce.
Gianmaria Digiorgio, l’ economo, il primo aguzzino di questa triste vicenda, è stato trasferito in un altro monastero, ma sin da allora ha sempre respinto ogni accusa: “E’ una bugiarda, ha infangato il nostro santo nome e quello di Padre Pio”. A favore della vittima, però, sono arrivate le, preziose, testimonianze di tre frati che soggiornarono per un breve periodo nel convento e che scelsero di aiutarla, avvalorando la sua tesi. Uno di essi, Padre Domenico Costanzo, decise di raccontare tutta la storia a Papa Francesco, inviandoli una lettera.
Padre Domenico Costanzo
Anna, ha denunciato sia i frati che il collega laico, Matteo Nardella: accusato di molestie e violenza sessuale, c’è già un processo a suo carico, che si svolge davanti ai giudici del tribunale di Foggia.
Riguardo i monaci, invece, sono state necessarie molte sollecitazioni e al momento è stato aperto, soltanto, un fascicolo.
I pm non hanno, infatti, contestato gli abusi, ma soltanto i “maltrattamenti sul luogo di lavoro”. Secondo i magistrati, altri reati non sono stati commessi, richiedendo, di fatto, l’ archiviazione del caso. Spetta, adesso, ai gip pronunciarsi a riguardo. La possibilità che i frati coinvolti non vengano perseguiti penalmente, è tutt’ altro che remota…

Paolo Mattia

Fonte

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SARO’ BRUTALE COME LA VERITA’ IMPONE

Ora ditemi se un giudice può sentenziare che “non è reato eiaculare addosso ad una donna non consenziente“!!!

Ma siete pazzi?

Ve la fate finita tutti con le sceneggiate sulla difesa della donna, persi tra le encicliche che nemmeno leggete, se non capite che tutto ciò che non è consenziente è VIOLENZA???

Ma di quali cervelli si riempiono i tribunali, se ci troviamo davanti a dei perversi in toga?? E quanta pressione possa fare un Ordine religioso, campione di Morale quando gli fa comodo, per render tutto inutile, fa ancora più orrore!!

Cosa andate cercare a San Giovanni Rotondo quando vi riempite la bocca di voler difendere il Santo di Pietralcina, che vi avrebbe cacciato a pedate, perchè siete tutti complici di chi flagella continuamente nostro Signore!!!

Vi volete svegliare???

Padre Pio che vi hanno romanzato fino all’inverosimile, non voleva che i suoi figli provassero l’oppressione di trovarsi davanti a degli uomini senza scrupoli.  I suoi scritti più decisi, sono stati  censurati, non per non scandalizzarvi, ma per difendere i soliti  interessati.

Ma la rettitudine non si inventa e anche se si cancella il reato dinnanzi agli uomini, esso rimane un marchio sulla fronte, per volontà di Dio.

Non vedete come tutti stanno cercando costantemente di eliminare il peccato?

Sapete cosa significa? Senza regole, giustificati per grazia e senza merito? Senza alcuna riparazione?

Padre Pio  non abita più quei luoghi, dove l’oro sulle pareti lo hanno soffocato, dove Mammona per questo Ordine vale di più della propria anima!!!  Ora è libero dal loro giogo, ed essi non sono degni di rappresentarlo.

Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21 Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

1Giovanni 4 20-21

Perché Dio è venuto a salvare gli uomini e non a metterli a guinzaglio degli aguzzini di ogni epoca, che mentre vi recitano il pace e bene meditano ogni sorta di male contro di voi .

E se ne vantano della loro potenza … avete sentito come si difendono tra loro? Anche in quel filmato dove le suore giustificano l’operato osceno di questi esseri… E il pensiero di sempre… purtroppo…  Suore che fanno le corna… che inveiscono in modo volgare per strada!! Doveva tacere, subire,  come ha osato??

Ma voi credete sul serio che il Cristo che ha sfidato una folla di pazzi con le pietre in mano non vi fulminerebbe tutti senza aprir bocca? Tutti questi giustizieri…

Vergognatevi, voi non siete di Cristo, non lo sarete mai con questi cervelli plagiati. C’ è ancora tra i frati chi insiste che lei debba chiedere PERDONO, vi rendete conto??

Voi donne che vi battete per il rispetto, dovete chiedere perdono a chi vi violenta e magari baciargli i piedi!!!

Ecco perché mi chiedo dove stanno tutti i giornalisti d’assalto, davanti ad una notizia del genere, magari trovano più comodo  il perseguitare gli innocenti,  che denunciare i colpevoli.

Dove sta il “Giletti” paladino della giustizia,  che davanti a tante prove certificate, tace!! Omissione caro lei, davanti a Dio non avrà scuse!!!  Forse devo pubblicare tutto io che non sono nessuno??  Che figura ci fareste quando queste, che non sono illazioni proveranno che siete servi del potere e vi fate comprare o minacciare?

E questo  invito a tacere… non è certo un atto di umiltà…. far passare il tempo, magari aspettare la dipartita del padre, scusate la brutalità, ma ne so qualcosa….  perché credetemi, sono abbastanza spietati dal farlo e non se ne vergognano.

E chi entrerà tra quelle fila, deve osservare bene che fine farà un domani, se non sarà ciecamente obbediente a quella che non è più una REGOLA sopratutto se vorrà obbediere al Vangelo. Perché i Cappuccini hanno un florilegio di assurdità anche passate, che stanno riaffiorando  oggi  che non ci sono più santi. Essi che placavano lo sdegno  della palese crudeltà e ingiustizia degli Ordini Francescani, che non hanno fatto altro che fare riforme, per se stessi, e che come si evince continuamente, vengono prima di Dio !!

Il fondatore lo hanno esiliato, ma lo hanno saputo sfruttare per bene!!! Ma se Dio non distrugge una città per un anima sola, loro devono la soravvivenza ai santi e se hanno vissuto SEMPRE della carità di molti, non hanno restituito a Dio per quello che gli ha dato, perciò quando gli ultimi baluardi della Carità scompariranno, loro diverranno solo una cattiva memoria da cancellare!

Questa omertà infatti,non è un modo per calmare le acque e mettere tutto a tacere?

Mentre a queste tre donne hanno fatto terra bruciata, e se non fosse per quell’angelo di Padre Domenico che gli fa scudo come potrebbero sopravvivere? Mancano a loro delle cose basilari…qualche cristiano si è forse fatto vicino alle loro necessità?   Se avessi  dei beni  glieli avrei messi a disposizione.

L’ obbiettivo dei frati è concretizzare la ritorsione , perché Anna ha osato offendere l’onore dell’Ordine, un onore puramente  terreno s’intende, perché quello di Dio che hanno stravolto, commettendo tante ingiustizie,  non se ne fanno alcun cruccio!!!

E nell’abbandono e nell’indifferenza totale  faranno in modo che non abbiano futuro.

Se nello stesso paese dove vivono, certi abitanti si rendono carnefici per similitudine, vuol dire che di cristianesimo non esiste una briciola. Chi sostiene gli oppressori  non troverà pace.  Ogni preghiera diverrà una bestemmia dinnanzi a Dio. Perché quando  gli oppressi  gridano,  Dio li ascolta.

E a tutti voi che li avete abbandonati con malizia e disprezzo, Dio che è GIUSTO  non vi risparmierà nessun dolore!!

Chiunque si farà complice di queste persone , subirà lo stesso castigo!!

 

Apocalisse 2:2

“Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza;

so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla

prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono

e che li hai trovati bugiardi.

 

 

 

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